Riunioni aziendali creative: a cosa servono e come strutturarle

Molte attività di business si fondano su innovazione e creatività. Le idee migliori però, spesso non nascono dal singolo individuo, ma dall’intelligenza collettiva. Ecco perché le riunioni creative sono così importanti. Vediamo come gestirle in maniera efficace trasformando il confronto in idee brillanti.

Tra le varie tipologie di riunioni aziendali, quelle creative sono forse le più entusiasmanti. L’obiettivo di questi meeting è quello di trovare nuove idee, riprogettare un prodotto o servizio, sviluppare modelli di business alternativi, insomma: di generare qualcosa di innovativo che possa contribuire a far crescere l’azienda. E l’impresa, per quanto stimolante, non è sempre facile.

 

Per quanto una persona possa avere una mente brillante, le idee migliori nascono sempre dal confronto. Condividere opinioni, punti di vista ed esperienze personali fa vedere le cose sotto un’altra luce e molte volte fornisce spunti utili e originali che singolarmente non avremmo considerato.

 

Mettere d’accordo teste diverse e trovare la soluzione migliore, però, non è affatto semplice. Il rischio che una riunione creativa si trasformi in un grande caos è sempre dietro l’angolo. Per questo abbiamo pensato di darti qualche indicazione pratica per evitare di ritrovarti con mille idee mezze buone ma nessuna che soddisfi le tue necessità.

 

3 fasi per strutturare una riunione aziendale creativa

Fase 1: brainstorming

Il modo migliore per cominciare un meeting creativo è con un brainstorming preliminare che dia libero sfogo al processo creativo. È questo il momento in cui si mettono sul piatto gli spunti di ogni partecipante, confrontandosi e cercando di dare un contributo utile al raggiungimento dell’obiettivo della riunione.

Trovare il modo migliore per organizzare il confronto tra i partecipanti può essere difficile. Un approccio diffuso è quello di cominciare con delle domande. Il coordinatore del meeting (o uno dei partecipanti) può iniziare ponendo alcune domande chiave riguardanti gli obiettivi della riunione e le priorità dell’azienda, spostando progressivamente il focus su argomenti più specifici. In questo modo si è certi che tutti siano allineati e pronti per il processo creativo.

Coinvolgi nel brainstorming il maggior numero di persone possibile: più idee emergeranno, maggiori saranno le probabilità che tra esse si nasconda quella rivoluzionaria che farà svoltare il tuo business.

 

Fase 2: valutazione e selezione

Successivamente bisogna restringere il campo, ed è qui che la faccenda si complica. Come si fa a individuare le idee migliori? Qual è la strada da percorrere?

Valutazioni singole e di gruppo, votazioni, classifiche…ogni organizzazione dovrà trovare il suo metodo. Ciò che conta è trovare dei parametri che ti aiutino a scartare le idee di poco valore e a individuare quelle che hanno realmente del potenziale. Inoltre, è importante che i partecipanti alla riunione non si sentano oggetto di giudizio. Ognuno deve sentirsi libero di esprimere la propria opinione senza temere di essere giudicato: un’idea non viene scartata perché inutile in sé, ma perché non è in linea con gli obiettivi che si stanno perseguendo in quel momento.

 

Fase 3: dalla teoria alla pratica

Una volta terminata la fase di scrematura ed evidenziate le idee migliori, bisogna anche capire se e come si possono mettere in pratica. Discutere degli step e delle risorse necessarie per realizzare un progetto teorico è necessario per vedere se è effettivamente attuabile. Probabilmente, al termine di questa fase, un’idea risulterà più facile o più conveniente da realizzare, e sarà quella che dovrete sviluppare.

Un’idea innovativa può fare la differenza, ma per riconoscerla bisogna avere gli strumenti giusti. Avere un metodo efficace e testato a cui fare riferimento è fondamentale per gestire al meglio la tua azienda e tutto ciò che la riguarda: scarica la nostra Business Map gratuita e prendi il controllo del tuo business.