KPI aziendali: cosa sono, come sceglierli e perché sono importanti

I KPI sono fondamentali per tenere sotto controllo l’andamento del tuo business e monitorare l’avanzamento verso gli obiettivi. Scegliere i KPI aziendali giusti non è sempre facile, per questo è utile avere le idee chiare. Vediamo quali sono i principali KPI da analizzare, come sceglierli e perché sono così importanti.

 

Cosa sono i KPI aziendali

KPI sta per Key Performance Indicators (indicatori chiave di prestazione) e identifica tutti gli indicatori utilizzabili per monitorare le prestazioni di un’azienda, un’attività o un processo. Si tratta dei parametri fondamentali da analizzare per valutare l’andamento di un progetto e, per essere significativi, devono essere correlati agli obiettivi di business.

Possiamo identificare quattro tipologie di KPI aziendali:

  • Generali: misurano il volume del lavoro;
  • Di qualità: valutano la qualità dei risultati in base a determinati standard;
  • Di costo
  • Di servizio o di tempo: misurano il tempo di risposta, dall’avvio del processo fino alla conclusione.

La caratteristica principale dei KPI aziendali è la misurabilità. Per poter analizzare correttamente la progressione di un progetto è essenziale poter quantificare con esattezza i parametri di valutazione.

Inoltre, è molto importante fissare delle scadenze temporali e misurare i KPI con periodicità prefissate per poter fare confronti efficaci (mese su mese, trimestre su trimestre, ecc.). “Diventare leader nel mio settore” non è un KPI perché non è né quantificabile, né circoscritto nel tempo. Mentre “Ottenere X nuovi clienti nei prossimi tre mesi” sì, in quanto oggettivamente misurabile.

 

Come scegliere i KPI aziendali

Come abbiamo detto, i KPI sono legati agli obiettivi dell’azienda, ma (fai attenzione) non coincidono con essi.

Aziende diverse avranno KPI diversi. La scelta degli indicatori da monitorare si basa sulle specificità della tua azienda e del settore in cui opera, e va fatta con estrema attenzione.

La prima cosa da fare, dunque, è definire chiaramente i tuoi obiettivi di business. Sapere dove vuoi arrivare e qual è lo scopo della tua azienda è fondamentale per capire quali sono gli indicatori di prestazione da monitorare.

In generale, un buon KPI aziendale è:

  • misurabile: solo le metriche effettivamente disponibili e quantificabili hanno valore.
  • di impatto: se il parametro non incide minimamente sull’obiettivo di business di riferimento, allora non è un KPI aziendale.
  • utile: perché ti fornisce dati che ti permettono di mettere in campo azioni immediate per raggiungere i tuoi obiettivi.

funzionale: un buon KPI aziendale deve essere calcolabile velocemente per consentirti di prendere decisioni in tempi rapidi. Se ti servono mesi per calcolare un KPI, probabilmente non è un buon KPI per la tua azienda.

 

KPI Aziendali: una scelta SMART

Un buon modo per valutare la rilevanza dei KPI è usare il cosiddetto (e famoso) metodo SMART, acronimo di specific, measurable, attainable, relevant, time-bound (specifico, misurabile, realistico, rilevante, con una limitazione temporale).

Cosa vuol dire?

Significa che ogni volta che ti trovi a dover definire dei KPI devi chiederti:

  • il tuo KPI è specifico?
  • ti permette di misurare i progressi verso l’obiettivo corrispondente?
  • l’obiettivo è realisticamente raggiungibile?
  • quanto è rilevante per la tua azienda?
  • in quale arco temporale prevedi di raggiungerlo?

Inoltre, nel processo di individuazione di un KPI aziendale può essere utile porsi alcune ulteriori domande, che riguardano più in generale il tuo business:

  • Quale risultato ti aspetti?
  • Perché quel risultato è importante?
  • Come misurerai i progressi?
  • Come puoi influenzare il risultato?
  • Chi è responsabile del risultato?
  • Come sai di aver raggiunto il risultato?
  • Quanto spesso valuti la progressione verso il risultato?

 

Esempi pratici di KPI aziendali

Per capire bene come scegliere i KPI aziendali non c’è niente di meglio di un esempio pratico, derivato direttamente dall’esperienza sul campo dei nostri Business Mentor.

Supponiamo che il tuo obiettivo sia quello di aumentare il revenue delle vendite per l’anno in corso. Potremmo chiamare il KPI “aumento vendite”. Ecco come puoi definirlo sulla base delle domande del paragrafo precedente:

  • Risultato atteso: aumentare le vendite del 20% nel 2018.
  • È importante perché: raggiungere questo obiettivo permetterà all’azienda di essere in utile.
  • I progressi verranno misurati in termini di incremento del fatturato in euro.
  • Puoi incidere sul risultato rafforzando il team vendite, stimolando i clienti a comprare di più, ecc.
  • Il responsabile di questa metrica è il Responsabile Vendite.
  • Il raggiungimento del risultato corrisponde all’aumento del 20% del fatturato entro l’anno.
  • Il KPI verrà valutato su base mensile.

Altri esempi di KPI aziendali spesso utilizzati sono:

  • Numero di nuovi clienti ottenuti in un certo arco di tempo;
  • Tasso di conversione da visitatori del sito web in clienti effettivi;
  • Numero di visitatori unici mensili sul sito;
  • Valore medio degli ordini.

Non esiste un numero preciso di KPI aziendali da monitorare. Anche in questo caso la decisione andrà presa sulla base delle tue specifiche esigenze. Per molte realtà il numero varia tra quattro e dieci, ma non è detto che possano essere di meno o di più. L’importante è selezionare i parametri veramente rilevanti per l’azienda.

 

KPI aziendali: conclusioni

Il successo della tua azienda dipende da molti fattori, ma per riuscire a raggiungere i tuoi obiettivi è fondamentale monitorare costantemente le attività chiave per vedere cosa funziona e cosa no.

I KPI aziendali sono la bussola che ti guida sulla strada per il successo. Scegliere quelli rilevanti per la tua azienda e per il tuo settore è il primo passo verso il raggiungimento dei tuoi obiettivi commerciali e di marketing.

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