Cassa e Fatturato: hai chiara la differenza?

Quello della “cassa zero” è un problema che affligge molti imprenditori. Il paradosso di avere un fatturato alto con una cassa vuota, infatti, accomuna diverse realtà aziendali, costringendole a richiedere prestiti e finanziamenti nei momenti più inaspettati.

 

Se ti trovi in una situazione simile e ti stai chiedendo come sia possibile che, nonostante la tua azienda produca utili e fatturato, sia sempre in crisi di liquidità, in questo articolo troverai alcune indicazioni utili. Nei prossimi paragrafi cercheremo di capire qual è la differenza tra cassa e fatturato e quale dei due fattori va monitorato con attenzione per garantire alla tua azienda un futuro roseo.

Cassa e fatturato

Quando si pensa all’andamento di un’attività di business si ha la tendenza a prendere come metro di misura solo ed esclusivamente il fatturato. Se un’azienda ha un fatturato che aumenta anno su anno o periodo su periodo, allora significa che è in crescita. Se un’azienda presenta un fatturato in diminuzione, potremmo essere di fronte a qualche criticità su cui intervenire.

Sicuramente a fronte di un fatturato decrescente bisogna porsi importanti interrogativi di business, mercato e gestione, ma attenzione perché anche un fatturato in crescita può nascondere delle insidie.

Infatti, un fatturato in crescita a nulla vale se non accompagnato da un incremento proporzionale del margine.

Facciamo un esempio: vendo prodotti per 10K e ho costi per 8K, e in questo caso ho un margine di 2K. Supponendo di aver incassato tutto quello che ho venduto e di aver pagato tutto quello che ho comprato, alla fine dell’anno genero un flusso attivo di cassa pari a 2K.

Purtroppo, però, le asimmetrie di mercato o il potere negoziale di fornitori e clienti possono generare squilibri finanziari anche a fronte di margini positivi. Il DSO (days sales oustanding) sui clienti, ovvero i giorni medi di incasso, e il DPO (days payable outstanding), ovvero i giorni medi di pagamento ai fornitori, sono fattori distorsivi dei flussi di cassa. Se a questo aggiungiamo la rotazione del magazzino, ovvero i giorni fra acquisto e vendita del prodotto, la cosa si complica ulteriormente, e calcolare il cash flow diventa fondamentale. Una conseguenza spiacevole di queste situazioni è quella di trovarsi con la cassa vuota e una liquidità pari a zero, nonostante fatturato e margini crescenti.

Cassa e fatturato: qual è più importante?

Da quanto detto finora, dovrebbe essere chiaro che gestire i flussi finanziari e di cassa è tanto importante quanto lo è monitorare l’andamento del fatturato, dei margini e dei risultati economici aziendali.

Per un imprenditore è prioritario avere sotto controllo questo numero perché permette di avere un quadro preciso dell’andamento dell’azienda e dei flussi di cassa. Guardare solo al fatturato, infatti, può essere fuorviante e portarti a fare valutazioni sbagliate e, di conseguenza, a prendere decisioni controproducenti per l’azienda.

Piano di cassa

È vero, non sempre lo spostamento in avanti di saldi e pagamenti apre scenari negativi. In molti casi si tratta di “crisi momentanee” che possono risolversi da sole, meglio se anticipate e finanziate con strumenti bancari o altre fonti di finanziamento, ma non si deve correre il rischio di non riuscire a risalire la china laddove colti alla sprovvista, quindi meglio prevenire.

Per evitare di incorrere in scenari rischiosi bisogna programmare i flussi di cassa, evitando di affidarsi all’istinto e pianificando accuratamente i mesi a venire.

La contabilità ordinaria, che traccia entrate e uscite a consuntivo mediamente con un ritardo di almeno 1 mese, non è uno strumento sufficiente per un sano controllo della situazione finanziaria. Per questo è necessario affiancarle un piano di cassa che misuri entrate e uscite periodiche, e le ri-proietti in un arco di almeno 12 – 18 mesi e che garantisca un forte focus della situazione a 3 – 6 mesi. Il cash flow è uno strumento utile per monitorare l’andamento dell’azienda in tempo reale e correggere il tiro se e quando è opportuno.

Se, per esempio, facendo il piano per i prossimi 12 mesi, mi accorgo che al decimo mese sarò probabilmente in difficoltà, posso iniziare a cercare fonti per finanziare il circolante, rinviare investimenti ecc., in modo da arginare la crisi di liquidità che mi si prospetta.

 

Si tratta di piccole accortezze che possono fare la differenza. Quella della gestione finanziaria è una questione molto delicata. Se pensi di aver bisogno di un supporto pratico per far crescere la tua azienda in salute, scopri il Metodo Smart Business Lab, un approccio da imprenditore a imprenditore per aiutarti a raggiungere il successo.